L’Ultima Trovata della FIAT

July 20th, 2010

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La vicenda della Fiat sta assumendo una dimensione tale che dovrebbe coinvolgere il Governo, le Istituzioni e le forze politiche, e chiunque dovrebbe avere a cuore il futuro dell’industria, dell’economia e dell’occupazione sana del nostro Paese.

Innanzitutto bisogna sottolineare che la Fiat è un’azienda che ha sempre ricevuto importanti finanziamenti pubblici da parte dello Stato e non può quindi pensare all’Italia solo come ad un mercato, come se non vi fosse una responsabilità sociale per le risorse ricevute.

In secondo luogo, è necessario considerare gli esempi che arrivano dalla nuova mappa mondiale dei produttori di auto. Le aziende in Francia e in Germania si stanno occupando dei nuovi mercati e, contemporaneamente, investono nel proprio Paese senza mettere in contrapposizione i diritti dei lavoratori con i piani industriali.

Ci poniamo quindi alcune domande alle quali riteniamo che gli azionisti, i dirigenti della Fiat ed i rappresentanti dei lavoratori debbano rispondere.

  • Come si spiega che l’industria dell’auto tedesca, con un accordo tra Merkel e sindacati, stia investendo nel proprio Paese per produzioni qualificate e di alto valore aggiunto?  
    Come si spiega che l’intenzione della Renault in Francia di chiudere stabilimenti e portare la produzione in Turchia sia stata definitivamente bloccata da Sarkozy?
  • Come si spiega che negli Usa gli aiuti pubblici alla Chrysler/Fiat sono vincolati da Obama allo sviluppo di produzioni a minor impatto ambientale, tanto che la Fiat costruirà la 500 elettrica negli Usa?
  • Come si spiega che un operaio della Fiat prende milleduecento euro medi netti al mese e quello tedesco a parità di mansioni ne percepisce più di tremila con una differenza del costo della vita al massimo del 20%?
  • Come si spiega che in Italia, dopo gli enormi finanziamenti pubblici, viene annunciata la chiusura della Fiat di Termini Imerese in Sicilia, con duemila posti di lavoro che saltano tra diretti e indiretti?
  • Come si spiega che a Melfi, Mirafiori e Foggia si licenziano delegati sindacali e lavoratori che esercitano il diritto sacrosanto della critica e dello sciopero?
  • Come si spiega che a Pomigliano i lavoratori debbano cancellare diritti previsti dai contratti e dalle leggi sotto il ricatto della chiusura dell’azienda e dei licenziamenti?

C’è qualcosa che non va. La sproporzione tra gli obiettivi dichiarati dall’azienda e le azioni concrete messe in atto contro i lavoratori è troppo grande.

Non sono per niente comprensibili, nè condivisibili, i comportamenti della Fiat, a meno che la risposta non sia quella riportata recentemente da “il Sole 24 ore”, in cui si conferma l’intenzione della Fiat di separare nei prossimi mesi le attività industriali di Iveco e Cnh dal resto del Gruppo. Il Gruppo ha debiti consistenti che verrebbero distribuiti, a detta de “il Sole 24 ore”, sulla nuova società (Fiat Industrial) per il 60% mentre solo il 40% rimarrebbe a Fiat Spa con l’auto. 

Così come non è condivisibile nemmeno "l’ultima trovata" della Fiat di spostare la produzione della nuova monovolume in Serbia.

Quindi, ci chiediamo se la Fiat non stia creando un problema sociale enorme per ricontrattare con lo Stato e con il sistema bancario nuovi finanziamenti. In questo modo coprirebbe il vero problema, cioè quello del ripianamento del proprio debito, scaricando tutto sui lavoratori mentre gli azionisti decidono dividendi. E’ una storia già vista in Italia.

Ci permettiamo di ricordare all’amministratore delegato Marchionne, che lui stesso dichiarò che “il problema della competitività dell’auto non dipende dal costo del lavoro che vale circa l’8% per unità di prodotto”.

Per noi della Failms è oltraggioso cercare capri espiatori nei lavoratori (vedi la caccia alle streghe sull’assenteismo, donazioni sangue, 104, etc).

Proprio perchè sono lavoratori che percepiscono solo 800 euro al mese quando sono in cassintegrazione, mentre quando va bene non riescono più ad arrivare a fine mese.

Con quale motivazione e partecipazione possono contribuire al buon andamento dell’impresa se non vengono rispettati?

Certo, siamo consapevoli che in Francia c’è Sarkozy, in Germania la Merkel, negli Usa Obama mentre in Italia il governo è assente.

Ma questo non autorizza a sbagliare totalmente la strategia da opporre alla crisi. Non si possono bastonare i lavoratori e lisciare il pelo a chi ha la responsabilità di governare il Paese in un momento estremamente critico per l’economia e non fa nulla per risolvere il problema.

Quindi carissimo, cioè molto costoso, dott. Marchionne, visto che si è spartito con i suoi top manager 12 milioni di azioni Fiat del valore di quasi 120 milioni di euro alla quotazione attuale e visto che ha assegnato 244 milioni di euro di dividendo agli azionisti, impari a rispettare i suoi lavoratori a cui invece lei ha appena negato il conguaglio PDR (Premio di Risultato) del 2010 e  grazie ai quali lei percepisce lautissimi stipendi.
E si ricordi che fare l’operaio oggi in Italia è considerato un lavoro poco nobile. Si è bistrattati da tutti e con lo stipendio percepito non si è neanche più in grado di mantenere la propria famiglia.

Esiste, dunque, la possibilità che nemmeno il ricatto del posto di lavoro funzioni più, perché queste persone, che con il loro lavoro tengono in piedi l’Italia, non hanno da perdere più nulla, se non le proprie catene.

A cura della FAILMS

In vigore il Certificato di Malattia Elettronico

July 20th, 2010

 

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A partire dal 3 luglio 2010 (tre mesi dopo l’entrata in vigore del DM 26/02/2010) è operativa a tutti gli effetti la certificazione elettronica della malattia da parte dei medici curanti e delle strutture del SSN.

  • I Medici sono tenuti a trasmettere all’Inps, il certificato di malattia del lavoratore e l’attestato di malattia per le aziende, rilasciandone copia cartacea all’interessato.
  • Il certificato (che contiene anche la diagnosi ai fini sanitari della cura e dei relativi accertamenti diagnostici ) viene ricevuto dall’Inps che lo mette a disposizione esclusivamente dell’ intestatario, mediante accesso al sito Internet dell’Istituto previa identificazione con PIN personale.
  • L’attestato di malattia (che non deve contenere la diagnosi ai sensi della normativa della tutela della privacy) è invece reso disponibile da parte dell’Inps al datore di lavoro pubblico o privato, previo rilascio di un codice PIN aziendale dedicato allo scopo. Inoltre i medici possono annullare i certificati entro il giorno successivo al rilascio e rettificare la data di fine prognosi entro il termine della stessa.
  • L’ Inps, tramite il SAC, restituisce al medico il numero identificativo per la stampa del certificato e dell’attestato da consegnare, entrambi, al lavoratore.
  • L’Inps mette a disposizione dei lavoratori i certificati loro intestati accedendo al sito Internet dell’Istituto:
  • Se si accede con il Pin personale vengono visti tutti i certificati
  • se si accede con codice fiscale e numero del certificato è visibile solo l’attestato
  • l’Inps inoltre canalizza verso le proprie Sedi i certificati degli aventi diritto all’indennità di malattia per la disposizione di visite mediche di controllo e, nei casi previsti, per il pagamento diretto delle prestazioni.

L’Inps ha istituito un numero verde gratuito 803164 che fornisce assistenza ai datori di lavoro e ai lavoratori tramite gli operatori del Contact Center Integrato Inps-Inail. Gli operatori del Contact Center forniscono telefonicamente supporto nella navigazione e uso delle procedure di consultazione dei certificati, inviati telematicamente dal medico curante, nonché le informazioni e le risposte ai quesiti di interesse generale sulla materia. Il Contact Center assiste, inoltre, i lavoratori anche per l’assegnazione o attivazione del PIN cittadino, necessario per la consultazione e stampa dei propri certificati di malattia.

Il 20 luglio termina il periodo di verifica e la legge prevede sanzioni disciplinari per chi continua a certificare in forma cartacea, a tutt’oggi non ci sono tuttavia certezze che per quella data il sistema sia operativo in tutte le sue parti.

Cosa deve fare il lavoratore:

Nel corso della visita medica il lavoratore deve:

  1. fornire la propria tessera sanitaria, da cui si desume il codice fiscale;
  2. fornire l’indirizzo di reperibilità da inserire nel certificato, se diverso da quello di residenza in precedenza comunicato all’amministrazione;
  3. chiedere copia cartacea del certificato e dell’attestato oppure che gli siano inviati alla propria casella di posta elettronica.

Il lavoratore avente diritto all’indennità di malattia a carico dell’Inps, in base alle nuove disposizioni, non è più tenuto a trasmettere all’Istituto il certificato di malattia, eccetto i casi di impossibilità di invio telematico.

Il lavoratore del settore privato e’ tenuto, entro due giorni dal rilascio, a recapitare o a trasmettere a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento al datore di lavoro, l’attestato di malattia rilasciato dal medico curante.

Attenzione!!! Solo nel caso in cui l’azienda abbia richiesto all’INPS la trasmissione in via telematica degli attestati e solo a seguito di ufficiale comunicazione ai dipendenti in tal senso, i lavoratori sono esentati dalla trasmissione cartacea dell’attestato, così come attualmente previsto dalle normative vigenti (legge, CCNL, Contratti e regolamenti aziendali).

A cura della FAILMS

Sata-Melfi: Fim, Uilm e Fismic fanno decadere la RSU in vista del Nuovo Piano Industriale Fiat!

June 5th, 2010

 

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Con le dimissioni di oltre la metà delle Rsu, Fim, Uilm e Fismic hanno anticipato di oltre 4 mesi  le procedure per il rinnovo della Rsu alla Fiat Sata di Melfi. Il fatto è abbastanza insolito se si pensa che è avvenuto subito dopo la presentazione del nuovo piano industriale della FIAT AUTO ( 2010-2014).

“Poiché ritengono legittimo anticipare le elezioni (ennesima scelta unilaterale) per meglio affrontare questo delicato momento della vita dello stabilimento, chiedono a tutti i lavoratori  (non solo agli iscritti) di rafforzare con il loro voto il mandato della RSU”.

Ai lavoratori  tutti viene concesso di esistere solo in determinati momenti, ma poi, quando si deve parlare di salario, di modelli contrattuali, ecc., si cambia registro e si chiede il parere (non sindacabile) solo agli iscritti.         Non è passato tanto tempo da quando questi stessi sindacati  hanno rifiutato di prendere in considerazione le istanze dei lavoratori di SATA e indotto.       

Le condizioni per realizzare il nuovo piano industriale:

la Fiat ipotizza di raddoppiare la produzione di auto in Italia, da 650 mila a 1,4 milioni a parità di livelli occupazionali; è chiaro che il nuovo piano industriale sarà realizzabile se si riprende il mercato mondiale, europeo e italiano dell’auto ma, nel frattempo, i lavoratori dovranno accettare 18 turni settimanali, straordinari e la ridefinizione di tutti gli accordi migliorativi esistenti ( condizioni da esigere subito altrimenti si sposta la produzione dove tali condizioni saranno accolte).

Infatti le OO.SS e le RSU di Pomigliano hanno ricevuto già formale disdetta di tutti gli accordi aziendali sottoscritti dall’80 ad oggi. la Fiat ha chiesto per lo stabilimento di Pomigliano (per il momento): riduzioni delle pause del 25%, non pagamento per i primi 3 giorni di malattia, facoltà di spostare i lavoratori in altre aziende, raddoppio dello straordinario da 5 a 10 giornate, saturazioni con il sistema Ergo-Was, 18 turni per la produzione e 21 per la manutenzione, obbligo di partecipare a corsi aziendali durante la Cassa integrazione senza spese per l’azienda, sanzioni per i sindacati che non si adeguano e l’inserimento di tutte queste norme in un contratto individuale da fare firmare ai singoli operai.

Per la SATA  di Melfi è previsto un aumento  del 50% della produzione che porterebbe a un significativo rilancio dell’economia e dell’occupazione  dell’intero  territorio, un fatto di grande positività ma, quali saranno le condizioni per realizzare tale produzione?

Come Failms pensiamo che l’anticipo delle elezioni sia da ricercarsi nella posizione che queste RSU avrebbero preso rispetto al piano industriale Fiat per la SATA di Melfi, oltre “al solito atteggiamento” in merito al probabile premio di luglio 2010  ancora ridotto.

Quasi certamente, a contrattazione avvenuta, molti di loro non sarebbero stati  rieletti.

Nella SATA e nelle aziende dell’indotto, ormai si decide di tutto e il contrario di tutto, senza che nessuna assemblea (sovrana) abbia la possibilità di discutere e decidere qualcosa, si fanno parlare solo quelli che sono d’accordo tra di loro (sindacalisti e aziendalisti) e non si da spazio a ipotesi diverse che pure esistono tra sindacati e lavoratori.

Questo per dire che, a sentire i lavoratori e le lavoratrici, magari  prima di andare a discutere e concordare qualsiasi cosa con le aziende, sarebbe meglio. Ci si capirebbe di più, si imparerebbe qualcosa e si farebbe tutti un bel bagno di democrazia partecipata (che oggi è perla rara).

La  Failms provinciale unitamente alle RSU crede che nella Sata e nelle aziende dell’indotto non si possa continuare a peggiorare le condizioni di lavoro e di salario, mentre, bisognerebbe dare grande attenzione alla sicurezza, alla crescita professionale e all’ambiente di lavoro.

Lavoratori e lavoratrici, in queste elezioni risulta evidente come i candidati non siano tutti uguali; occorre scegliere fra due idee di sindacato.

Nulla è scontato, nulla è deciso; avrete quello che voterete.

Melfi, Giugno 2010                          

La FAILMS

Permessi Elettorali: Scippati di un diritto Costituzionale

May 10th, 2010

Con la busta paga di Aprile  la F.P.T. - Sofim di Foggia non ha  pagato i permessi elettorali in quanto i lavoratori erano in CIGO. 

Ciò  che è avvenuto è inaccettabile ed è ai limiti della costituzionalità; siamo di fronte a una vera e propria sottrazione di un diritto derivante da una legge dello Stato.

La legge recita:

“…ai lavoratori, chiamati a svolgere funzioni presso i seggi elettorali per le elezioni    comunali, provinciali e regionali, ai sensi dell’art. 119 del T.U. n. 361/57, modificato dalla Legge n. 53/90, e dell’art. 1 della Legge 29.1.1992, n. 69, è riconosciuto il diritto di assentarsi per tutto il periodo corrispondente alla durata delle operazioni di voto e di scrutinio. L’assenza è considerata attività lavorativa a tutti gli effetti .. Il beneficio spetta ai componenti del seggio elettorale (presidente, scrutatore, segretario e ai rappresentanti di lista).

Essendo l’attività  prestata presso i seggi equiparata (2° comma art. 119 Legge 361/57) ad attività lavorativa, si ricorda l’orientamento della Corte Costituzionale, secondo cui il lavoratore ha diritto al recupero delle giornate festive (la domenica), o non lavorative (il sabato), destinate alle operazioni elettorali, nel “periodo immediatamente successivo ad esse”.

La garanzia del riposo è precetto costituzionale" (Corte Costituzionale n. 452 del 1991). In caso di mancato godimento dei riposi compensativi non potrà essere comunque negato ai lavoratori occupati nei seggi il pagamento delle quote di retribuzione dovute (Legge n. 69/1992).

Il caso di specie va riferito anche ai lavoratori in Cigo e/o Cigs per cui, pur in sospensione dell’attività lavorativa, matura il diritto alla retribuzione per le giornate di attività svolta presso i seggi elettorali, sempre in virtù della equiparazione all’attività lavorativa disposta dal comma 2 art . 119 legge 361/57.

Visto il silenzio assordante sulla questione, la FAILMS ha ritenuto di intraprendere l’iniziativa legale, consapevoli che non si può rimanere passivi davanti alla sottrazione di diritti derivanti da leggi dello Stato.

Non c’è nessuna ragione di opportunità politico/sindacale da questa scelta, se non quella di evitare che i lavoratori perdano il loro dovuto salario.

Il principale obiettivo che ci poniamo è quello di denunciare lo stillicidio continuo dei diritti a causa dell’atteggiamento vessatorio dell’azienda nei confronti dei lavoratori e tentare di contrastare la tendenza dei metalmeccanici alla rassegnazione.

Per le modalità  da seguire, i lavoratori interessati alla tutela del riconoscimento del diritto per i permessi elettorali, possono rivolgersi ai dirigenti provinciali Failms o al responsabile sindacale territoriale/ RSU sig. SERENO LUIGI – tel. 3285812897- 3473363942.

Foggia 10 maggio 2010

La Failms

La FAILMS su Facebook

April 26th, 2010

 

Anche la Failms è su Facebook.

Abbiamo creato un gruppo infatti in cui potrete interagire con noi, lasciarci i vostri messaggi e restare aggiornati sulle nostre piccole e grandi battaglie quotidiane come sindacato dei metalmeccanici.

Aderite al nostro gruppo a questo indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=161180127948&ref=ts

Gli importi dei trattamenti di integrazione salariale (CIGO/CGSS), mobilità e disoccupazione del 2010

April 23rd, 2010

 

L’Inps con la circolare n. 18 ha definito i nuovi importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale (CIGO/CGSS), mobilità e disoccupazione nonché l’importo dell’assegno per attività socialmente utili in vigore dal 1° gennaio 2010.

In questo modo è stato recepito quanto prevede l’articolo 1 della legge n. 247 del 24 dicembre 2007.

Il trattamento di integrazione salariale e la retribuzione mensile di riferimento oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto è stabilito, come consueto, in due misure.

Con una retribuzione inferiore o uguale a euro 1.931,86 l’importo lordo del trattamento di integrazione salariale è fissato a 892,96 euro lordi, mentre con una retribuzione superiore a 1.931,86 euro il corrispondente trattamento di integrazione è pari a 1.073 euro lordi.

Il trattamento di mobilità è pari a 892,96 euro per una retribuzione inferiore o uguale a 1.931,86, mentre per una retribuzione superiore a 1.931,86 euro è stata fissata a 1.073,25 euro.

Per i lavoratori che hanno diritto al trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia, così come previsto dalla legge 223/1991 e 451/1994, trovano applicazione gli importi indicati dal trattamento di mobilità.

Per i lavoratori che hanno diritto al trattamento speciale di disoccupazione per l’edilizia di cui alla legge 427/1975 l’importo da corrispondere è fissato, per l’anno 2010, in euro 583,84 che, al netto della riduzione del 5,84 per cento, è pari ad euro 549,74.

In un anno mezzo milione di disoccupati in più…e Fiat taglierà ancora

April 23rd, 2010

Una situazione drammatica, la più brutta da quindici anni a questa parte, destinata a peggiorare.

Ancora una diminuzione di posti di lavoro scesi ancora nell’ultimo anno di oltre l’uno per cento. E in questa situazione la Fiat fa circolare le voci di nuovi pesantissimi tagli nelle fabbriche italiane.

Stando alle anticipazioni, pubblicate mercoledì mattina da "La Repubblica" la "cura Marchionne" è drastica, più di cinquemila dipendenti in meno solo nel nostro paese.

Sarà la conseguenza di una riduzione di un quarto del numero dei modelli (che passano da dodici a otto), anche se, a sentire il progetto dell’amministratore delegato, la produzione italiana dovrebbe aumentare fino a toccare le novecento vetture all’anno.  
Sempre secondo le indiscrezioni, la Fiat produrrà, con i vari marchi Fiat Alfa e Lancia, altri sette modelli, elettrici, ma dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti. Vetture che non dovrebbero essere destinate al mercato europeo.

Questo che Repubblica definisce "piano industriale" significherà un taglio del 15% degli addetti al montaggio finale. Per farla breve: sarà mandato a casa il quindici per cento di quei 30mila operai di linea, che già nei mesi scorsi sono rimasti fermi per due settimane di cassa integrazione. Più nel dettaglio: nel calcolo sono compresi i 1.500 dipendenti della Fiat di Termini Imerese (stabilimento per il quale Marchionne non sembra disposto a fare alcuna concessione: chiuderà entro il 31 dicembre 2011), più i 500 dipendenti che andranno in mobilità volontaria a Cassino.

A tutto ciò, ed è questa la cosa che non si conosceva fino ad oggi, vanno aggiunti i 2.000-2.500 addetti in meno alle Carrozzerie di Mirafiori e le 500 tute blu che possono perdere il posto a Pomigliano in seguito al passaggio dalle produzioni Alfa alla Panda.

Ce n’è quanto basta per definire il piano Fiat vergognoso.

La realtà é che la Fiat comincia a lasciare l’Italia con una valanga di licenziamenti, e la presentazione del piano il 21 aprile sara’ uno dei momenti piu’ drammatici della storia della Fiat, perche’ Marchionne dovra’ illustrararlo ai 5.000 lavoratori che vuole licenziare e anche a tutti gli altri. Si andra’ a uno scontro frontale e drammatico.

E questo scontro è voluto, e non solo dalla grande impresa ma anche dal governo. Queste le prospettive, in un quadro già di per sè drammatico.

Proprio mercoledì mattina, infatti, l’Istat ha reso noti i dati sull’occupazione. Sono cifre da rabbrividire: per il quarto trimestre consecutivo cala il numero degli occupati. In un anno, la disoccupazione è salita di un punto percentuale e oggi il 7,8 è alla ricerca di un impiego. I dati peggiori dal ‘95. 
In cifre assolute questo significa che nel 2009 rispetto all’anno precedente i posti di lavoro sono diminuiti di 428 mila unità. L’Istata fornisce poi anche un ulteriore dato. Più dettagliato. Dividendo i lavoratori fra "italianI" e migranti. Fra i primi gli occupati sono diminuiti di 572 mila unità, fra i secondi i posti di lavoro sono cresciuti di 147 mila. Un incremnento, comunque, molto, molto più ridotto di quello degli anni precedenti.

Il Presidente della Repubblica non firma il "Collegato Lavoro"

April 23rd, 2010

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Il presidente della Repubblica non firma il "Collegato Lavoro"

Il presidente, Giorgio Napolitano, si è comportato meglio di troppi pseudo sindacalisti, non firmando e rinviando alle Camere il cosiddetto DDL lavoro che contiene la norma sull’arbitrato. 
Napolitano, come si legge in una nota del Quirinale, "ha chiesto alle Camere, a norma dell’articolo 74, primo comma, della Costituzione, una nuova deliberazione in ordine alla legge: ‘Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione degli enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonche’ misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro".

E se persino Napolitano si è svegliato (ribattezzato Morfeo dal vincitore morale di queste elezioni regionali, il leader del movimento a 5 stelle, Beppe Grillo) mentre fino ad ora sembrava addormentato, perché non ha vigilato su tutto il mare nero di leggi e leggine, da lui firmate, e poi bocciate dalla corte costituzionale, ora speriamo che non si riaddormenti, perché se aspettiamo che si sveglino gli operai di Cisl e Uil stiamo freschi !!!

Lettera alla SATA di Melfi

April 23rd, 2010

    Spett.le Direzione Personale SATA

                         Z.I. S. Nicola di Melfi

             85025 MELFI (PZ)

Oggetto: Disdetta contratto assicurazione

     Io sottoscritto Russo Vincenzo, nella qualità di segretario provinciale della F.A.I.L.M.S., espongo quanto segue:

La Augusta Assicurazioni ha comunicato ai lavoratori impiegati presso l’azienda in indirizzo la disdetta del contratto di assicurazione, inviando agli stessi l’attestato di rischio necessario per stipulare un nuovo contratto con altra Compagnia.

La decisione, del tutto immotivata ed ingiustificata, assume maggior gravità  ove si consideri che la comunicazione di cui sopra ha riguardato esclusivamente i lavoratori residenti in Foggia e provincia e, tra questi, soltanto quelli che hanno sottoscritto il contratto presso l’agenzia di Foggia o quella sita presso lo stabilimento della SATA.

La situazione venutasi a creare arreca disagi economici ai lavoratori interessati dalla decisione della Augusta i quali si vedranno costretti a pagare il premio assicurativo in due sole rate annuali (e non con trattenuta mensile dalla busta paga come avveniva fino ad oggi) oltre a subire una perdita secca  del 30% di sconto  per la convenzione in essere della stessa assicurazione con Fiat Group.

Il criterio discriminatorio ed illegittimo adottato dalla Augusta Assicurazioni non può che essere stigmatizzato in questa sede e non può  lasciare indifferente la SATA S.p.A. alla quale, pertanto, si chiede di intervenire in modo netto e deciso al fine di far valere le ragioni dei lavoratori di Foggia che, se pur titolari di diritti/doveri analoghi a tutti gli altri colleghi a prescindere dalla provenienza di ciascuno, si ritrovano, al contrario, ingiustamente penalizzati da questo modus operandi della Compagnia di assicurazioni.

Certo di un riscontro celere e positivo, distinti Saluti             

Foggia 02 aprile 2010

Segreteria Provinciale Failms

EMERGENZA: Sale la tensione alla fabbrica Soems di S.Agata di Puglia (Fg), i lavoratori si legano ai cancelli per evitare che portino via i macchinari

February 19th, 2010

Domani i lavoratori della SOEMS si legheranno ai cancelli per evitare che lo stabilimento venga chiuso definitivamente!

Sale la tensione e lo scontro a S.Agata di Puglia (Fg) tra i lavoratori e l’azienda che oggi voleva far portare via i macchinari dallo stabilimento.

I lavoratori sono senza stipendio da mesi ed hanno cominciato uno sciopero ad oltranza da oggi…


E’ salita la tensione oggi allo stabilimento SOEMS di Sant’Agata di Puglia (Fg) dopo lo sciopero ad oltranza indetto da oggi dai lavoratori e con l’appoggio della Fialc-Cisal provinciale a causa della mancanza di pagamento degli stipendi degli scorsi mesi. 

A distanza di circa un mese  dall’ accordo sindacale che prevedeva il pagamento degli stipendi e la ripresa dell’attività produttiva, la situazione dei  dipendenti di S. Agata sembra essere arrivata ad un’impasse difficilmente districabile:

La società non ha  mantenuto fede alle promesse fatte ai lavoratori e si è rimangiata l’accordo sottoscritto lo scorso mese non provvedendo  al pagamento degli stipendi arretrati (dicembre e gennaio).


"L’azienda oggi ci ha ulteriormente esasperato e provocato: dopo non aver rispettato un accordo firmato nemmeno un mese fa dalla stessa Soems che prevedeva il pagamento degli stipendi arretrati oggi ha chiamato una ditta esterna per

far portar via i macchinari dallo stabilimento. Dopo aver messo in crisi i lavoratori con la cassa integrazione ed i mancati stipendi ora l’azienda vuole portar via il lavoro da questo territorio nonostante gli ingenti finanziamenti avuti

per aprire questo stabilimento. Siamo amareggiato da questi imprenditori che sono ormai solo dei "prenditori": cioè prendi i soldi dello stato e scappa…" - dichiara Vincenzo Russo, segretario provinciale e responsabile settore industria per la Cisal -

" Secondo noi questo nuovo atto della vicenda presenta molti punti di denuncia perchè non si può usufruire di ingenti finanziamenti pubblici e poi abbandonare un territorio, i lavoratori e le loro famgilie alla mercè del destino!" conclude Russo..

I lavoratori sono esasperati e con l’acqua alla gola: dopo aver subito la cassa integrazione da ormai un paio d’anni non si vedono erogati gli stipendi dovuti e non riescono piu a mantenere le loro famiglie.

Ed è per questo che da domani salirà ancora di più la tensione la tensione alla Soems di S.Agata: i lavoratori si legheranno ai cancelli pur di non far smontare le macchine e rimanere senza lavoro per sempre.

Foggia 19- 02-  2010

La Fialc Provinciale

Per ulteriori info:

Vincenzo Russo, segretario provinciale Fialc

Cell: 347 3501406