Riceviamo e divulghiamo l’intervista del prof. Beppe Scienza sui fondi pensione
di gennaio 2010 ( tanti soggetti interessati tentano di nascondere la verità)
“L’ultima novità sul TFR ha suscitato molto sdegno.
La novità è che la Legge Finanziaria per il 2010 utilizzerà i soldi del TFR dei dipendenti che le aziende hanno versato all’Inps , ma non è la cosa più grave in quanto, non tocca veramente la situazione dei lavoratori; purtroppo sono altre le cose che toccano o toccheranno o minacciano di toccare la situazione dei lavoratori.
La riforma bipartisan del TFR, decisa prima da Maroni e Tremonti con il governo Berlusconi e poi anticipata di un anno dal governo Prodi, è stata uno dei tiri più mancini tirati ai lavoratori italiani negli ultimi decenni.
Il vero inganno, il vero imbroglio, la vera falsità che viene diffusa dai vari economisti di regime è un’altra, ed è la base del discorso con cui si vuole convincere la gente ad aderire alla previdenza integrativa con questo discorso.
Le pensioni saranno basse e quindi non sufficienti, per integrarle bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione: bene, questa è una falsità bella e buona!
Può anche darsi che le pensioni saranno basse, anche se è difficile prevedere tra 40 anni come saranno le pensioni;
prevedere a distanza di 40 anni come saranno le pensioni, come saranno gli stipendi, come saranno i prezzi è praticamente impossibile.
Ma anche se fosse vero che saranno basse, è falso che per avere una rendita aggiuntiva bisogna trasferire il TFR ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi: no, uno si tiene il TFR e, quando incassa la liquidazione, se vuole, utilizza questa cifra per avere una pensione integrativa e, quella cifra sarà sicuramente più alta di quanto è rimasto invece a quel poveraccio che ha aderito a un fondo pensione.
Con il 2010 dovrebbero arrivare a tutti i lavoratori dipendenti delle buste, pare di colore arancione, ma l’aspetto cromatico è irrilevante, in cui si dice loro quale sarà presumibilmente la loro pensione. Il fine di queste buste arancioni è spaventare i lavoratori e indurli a spingerli ai fondi pensione o a altri prodotti assicurativi.
Ecco, questo è quello che una persona prudente proprio non deve fare.
Dare i propri soldi ai fondi pensione vuole dire correre due rischi che con il TFR non si corrono:
il primo rischio, e si è visto bene nel 2008, è che un crack di mercati finanziari faccia scendere di valore quello che uno ha messo da parte;
qui non si tratta di fallimenti, i fondi pensione non falliscono, anche i fondi comuni non falliscono, però possono perdere il 90% senza fallire.
L’altro rischio che c’è è che riparta l’inflazione.
Quello che è sicuro è che, di fronte a entrambi questi due rischi, un crack dei mercati finanziari e il ripartire dell’inflazione,(magari possono anche capitare entrambi insieme), conviene rimanere il proprio tfr in azienda;
chi si tiene il TFR è tranquillo, perché il valore del TFR non dipende dai mercati finanziari e, se viene l’inflazione, il TFR segue in maniera eccellente l’inflazione.
Ora, il ministro Sacconi ha più volte anticipato che: “si farà partire un nuovo periodo di silenzio /assenso”, cioè altri sei mesi in cui, automaticamente, se uno decide di no, i suoi soldi vanno nei fondi pensione.
Il TFR non dato ai fondi integrativi, va bene per i lavoratori, va bene per le aziende, però non fa guadagnare i banchieri, perché i lavoratori prendono i soldi dalle aziende e la banca non si mette in mezzo a fare la sua cresta;
*non fa guadagnare gli assicuratori, che non sono assolutamente nel gioco,
*non fa guadagnare i gestori di fondi perché non gestiscono niente,
*non fa guadagnare i sindacati confederali, perché non metteranno i loro uomini, come invece mettono, nei fondi pensione per la gestione dell’amministrazione,
*non fa guadagnare i funzionari della Confindustria e delle altre organizzazioni del patronato, che invece nei fondi pensione mettono anche loro i propri uomini,
*non fa guadagnare gli economisti, perché il TFR va avanti per conto suo e gli economisti non possono fare consulenze, non possono essere nei consigli di amministrazione dei fondi pensione, non possono guadagnarci sopra.
Insomma, il TFR è una cosa che va bene soltanto ai lavoratori e alle aziende, non fa guadagnare gli altri e gli altri stanno cercando di appropriarsene.
Per fortuna non ci sono ancora riusciti per l’intelligenza dei lavoratori!”
a cura della FAILMS