La Cassazione Bacchetta i Capi

August 1st, 2008

Vietato dire “Non capisci un c…”

“Le posizioni gerarchiche più alte devono avere una certa continenza espressiva”

ROMA - Apostrofare un proprio dipendente con la frase “non capisci un cazzo” non ha mai rappresentato il massimo dell’eleganza. Ma da oggi può anche causare problemi legali.

La Quinta Sezione Penale della Cassazione ha infatti sentenziato che “alle posizioni gerarchiche più alte è dovuta, per il ruolo rivestito, una certa continenza espressiva”. [Continua…]

Trasferimento della sede sindacale

July 31st, 2008

Comunicazione agli iscritti:

Si informa che, a partire dal 1 Agosto 2008,

la FAILMS-Cisal provinciale di Foggia e Potenza si è trasferita in via Orientale n.35, 71100 Foggia.

Lo stesso dicasi per la sede Nazionale del Centro/sud.

Restano invariati numeri di telefono, di fax ed indirizzi e-mail.

Il lavoro in uniforme rimette in discussione la busta paga!

July 31st, 2008

Infatti, il tempo che occorre ai dipendenti per indossare le divise obbligatorie sul posto di lavoro rientra nell’orario lavorativo e, come tale, deve essere retribuito dall’azienda.

Lo ha deciso la sezione Lavoro della Corte di cassazione, che ha confermato la condanna per una grande società a pagare le differenze non retribuite ai propri dipendenti che strisciavano il cartellino solo dopo essersi vestiti e si svestivano solo dopo aver timbrato l’uscita. [Continua…]

La Riforma del Modello Contrattuale

July 29th, 2008

Il gruppo dirigente di Foggia riunito in Direttivo in data 21 luglio 2008, a seguito della discussione sulla piattaforma per la riforma del modello contrattuale presentata dai Sindacati Confederali Cgil - Cisl e Uil a Confindustria, ritiene lo stesso documento profondamente iniquo sul piano della vigenza contrattuale e fortemente strumentale sulla democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro per le seguenti ragioni:

-la piattaforma ripresenta i due livelli contrattuali (nazionale e di 2° livello) prevedendo un forte ridimensionamento del CCNL e un potenziamento della contrattazione di 2°livello;

si passerà dal biennio economico a contratti triennali unificando la parte economica e quella normativa con il limite di recuperare solo l’inflazione realisticamente prevedibile al posto della inflazione programmata perché non sufficiente a tutelare i salari ( a dirlo sono gli stessi che avevano decantato con l’accordo del 23 luglio 93 l’inflazione programmata);

quindi non è previsto alcun meccanismo sicuro di recupero del potere d’acquisto dei salari. [Continua…]

Sofim: Forti perplessità sui comportamenti della Rsu!

July 29th, 2008

Com’è noto il 14 luglio scorso la Direzione del Personale ha convocato le Segreterie Sindacali Provinciali e le rispettive R.S.U. per illustrare il piano d’investimenti per il triennio 2008/2010 con connesso aumento della capacità produttiva.

Un quadro positivo che, attraverso l’industrializzazione della Prima Officina ed un’opera di reingegnerizzazione dell’area montaggio, prevede un investimento complessivo di circa 75Milioni di Euro.

E’ utile sottolineare che in quest’incontro non sono stati affrontati temi che riguardano la flessibilità degli orari e più in generale i meccanismi che dovrebbero portare a una maggiore produttività del lavoro. [Continua…]

IL GRANDE BUCO DEI FONDI U.S.A.

July 19th, 2008

Negli Stati uniti la crisi dei sistemi previdenziali sta precipitando:

la «Pension Benefit Guarantee Corporation», l’assicurazione pubblica che tutela le prestazioni dei fondi a benefici definiti (nei quali è predeterminato l’ammontare della pensione) ha visto passare il proprio bilancio da un avanzo di 7,7 miliardi di dollari nel 2001 a una perdita di 18,1 miliardi nel 2006.

Lo stesso ente che gestisce la «Pension Benfit» ha stimato che l’ammontare totale di sottocapitalizzazione dei Fondi pensione a benefici definiti sia aumentato da 44 miliardi a fine 2000, fino a 650 miliardi del 2006.

E la situazione dovrebbe essere ulteriormente peggiorata negli ultimi 18 mesi visti i numerosissimi pensionamenti legati alla crisi economica, ma anche la caduta delle borse statunitensi.

I piazzisti nostrani ci diranno che da noi i fondi non possono fallire perché sono a contribuzione definita ma in sostanza non c’è differenza: paga sempre il lavoratore o col fallimento del fondo o con la perdita reale dei contributi versati ai fondi pensione.

L’unica strada percorribile per garantire un futuro dignitoso ai pensionati è quella sostenuta dalla FAILMS e da altri sindacati autonomi che puntano al rilancio della previdenza pubblica e alla cancellazione dello scippo al tfr.

Foggia 14-07-2008

Rinnovato CCNL Gomma Plastica Confindustria: 102 Euro

July 19th, 2008

Venerdì 4 luglio 2008 è stato rinnovato il CCNL dei 130.000 lavoratori del settore della Gomma Plastica scaduto il 31/12/2007.

Il rinnovo contrattuale siglato dopo 26 ore di sciopero che ha coinvolto la maggior parte dei lavoratori permette, con l’aumento economico pari al 6,4%, di dare una risposta all’emergenza salariale con il recupero del potere di acquisto delle retribuzioni del nostro settore.

La definizione degli Osservatori nazionali e territoriali che sostituiscono i precedenti Comitati Paritetici permetteranno un esame congiunto sulle situazioni dei settori della plastica, della gomma, del pneumatico e dei cavi.

L’aggiornamento con la nuova legislazione, del capitolo contrattuale su prevenzione sicurezza ed ambiente, con la definizione della nuova figura del rappresentante dei lavoratori (RLSSA) e con le ulteriori 8 ore di formazione, conferma l’attenzione che la categoria e i lavoratori hanno sempre posto a questo tema. [Continua…]

Ondate di Calore sui Luoghi di Lavoro: Istruzioni per le RSU e RLS

July 8th, 2008

Manuale per RSU/RLS sulle Ondate di Calore nei luoghi di lavoro

Nelle prossime settimane è possibile che diverse località siano caratterizzate da previsioni metereologiche che indichino alte temperature, scarsa umidità e mancanza di ventilazione. Questa condizione meteorologica accompagnandosi a situazioni lavorative che potrebbero già essere di per sé critiche, sia a causa delle strutture di lavoro ( edifici, capannoni ect.) che per le lavorazioni effettuate, potranno determinare per tanti lavoratori condizioni di insopportabilità lavorativa, come venne già denunciata da molte Rsu e Rls l’estate passata.

Per questi motivi è necessario che in questi giorni le Rsu e gli Rls chiedano un incontro alle direzioni aziendali e ai Rspp per definire le modalità di pronto intervento in caso del verificarsi delle “ondate di calore” e dandone immediata comunicazione a tutti i lavoratori.

Riteniamo utile fornirvi anticipatamente una sintesi delle azioni, che sono state definite e prescritte per queste finalità da diverse ASL, necessarie a impedire i rischi durante le ondate di calore soprattutto nelle ore pomeridiane e che devono essere immediatamente e preventivamente definite dagli Rls con le aziende.

Deve essere immediatamente definito il processo di valutazione del rischio per ciascun stabilimento o sede lavorativa e per ciascun reparto, in quanto il rischio da ondate di calore può essere più o meno ampio a secondo delle attività svolte in ciascun reparto e di conseguenza del valore della temperatura ambientale, determinata da sorgenti interne di calore.

La valutazione del rischio deve essere fatta per tutte le postazioni tenendo conto del: dispendio energetico di ciascun lavoratore a secondo dell’attività che svolge, dell‘isolamento termico determinato dal vestiario indossato, soprattutto se c’è obbligo di indossare indumenti protettivi che ostacolano l’evaporazione del sudore, dell’umidità relativa, del calore radiante, della velocità dell’aria circolante nell’ambiente di lavoro.

Devono essere messe in atto le tappe della valutazione del rischio secondo le modalità definite nell’allegato 1.

Sulla base della valutazione del rischio deve essere steso un programma di allerta e di gestione del rischio stesso tenendo conto che si intende il sopraggiungere di un’ondata di calore come l’aumento della temperatura di 5 o più gradi rispetto ai giorni precedenti e alla temperatura di 32 o 35 gradi.

Con l’arrivo della ondata di calore devono essere messe in atto le misure previste nel piano di gestione del rischio che possono articolarsi con:

- la riduzione del dispendio energetico di ciascun lavoratore diminuendo il carico di lavoro fisico;

- aumentando la velocità di circolazione dell’aria predisponendo opportuni e adeguati ventilatori o aprendo porte e finestre;

- rendendo facilmente disponibile a tutti un’adeguata quantità di acqua fresca che significa un bicchiere d’acqua ogni 20 minuti;

- aumentando il numero e la durata delle pause durante l’orario di lavoro;

- condizionando le zone di riposo e la mensa per consentire un’adeguata dispersione del calore accumulato da ciascuno.

Quando la valutazione indica la presenza di un rischio da stress calorico è necessario attivare per l’insieme dei lavoratori la sorveglianza sanitaria e inoltre gli stessi devono essere adeguatamente informati da parte dei responsabili aziendali dei rischi possibili.

Nell’eventualità che l’azienda rifiuti di incontrarsi o di procedere in questa direzione, non attivando l’insieme delle azioni necessarie per prevenire lo stress da calore, ricordiamo che in base alle norme definite dalla nuova legge che tutela la salute dei lavoratori, la 123/07 e il decreto attuativo 81/08 a fronte della situazione di rischio, la Rsu e gli Rls possono dare comunicazione a tutti i lavoratori interessati di sospendere immediatamente l’attività.

allegato 1

Le tappe della valutazione del rischio sono le seguenti:

- Selezione delle aree di lavoro più calde.

- Determinazione del dispendio calorico secondo UNI EN 28996.

- Mappatura delle aree selezionate durante l’estate misurando un indice opportuno (WBGT o PHS) o singoli parametri (Ta, Tg, umidità relativa, velocità aria) ogni ora durante i turni diurni dei giorni più caldi.

- Calcolo degli indici microclimatici PHS, eventualmente WBGT, l’indice PHS può essere ricavato da parametri calcolati sulla base di equazioni di correlazione; in questo caso nella stima del parametro si deve tener conto dell’errore standard della previsione.

- Predisposizione di un programma di interventi correttivi in funzione delle misure degli indicatori di stress termico ottenute: gli interventi correttivi devono essere tali da riportare dimostratamente gli indici entro i limiti.

- Monitoraggio degli indicatori di stress termico secondo UNI EN ISO 27243 (indice WBGT) o UNI EN ISO 7933 (stress termico) ogni ora durante i periodi più caldi del giorno e dell’estate.

- Messa in atto degli interventi correttivi.

In via provvisoria e fino a misura più analitica dei parametri si possono utilizzare le equazioni o le tabelle di correlazione.

La valutazione del rischio deve tener conto degli “eventi sentinella” rappresentanti da disturbi caldo-correlati o da comportamenti insicuri in più individui di uno stesso reparto, che devono essere registrati dall’addetto all’infermeria.

La Nuova Acquisizione della Ceva alla Sata di Melfi

June 21st, 2008

Ai lavoratori e lavoratrici

della Ceva Logistics

Nei giorni scorsi la Direzione del Personale CEVA informava la RSU di fabbrica di aver acquisito nuove attività di sequenziamento e, che le stesse dovevano essere fatte all’esterno della SATA, nel magazzino ex azienda Valeo, già gestito dalla CEVA.

Nel confronto che seguiva, a fronte di una contrarietà diffusa di fare prestare, ai lavoratori della CEVA, l’attività all’esterno della SATA, l’Azienda si rendeva disponibile a discutere di garanzie e modalità per non fare correre rischi ai lavoratori interessati:

- l’entrata e l’uscita dal lavoro continuerebbe a rimanere l’ingresso B della SATA; una rotazione tra tutti i lavoratori interessati; la stabilizzazione dei contratti interinali e piena disponibilità a discutere su altre richieste che potrebbero essere avanzate. [Continua…]

Lavoro, nuova direttiva Ue: deroga al tetto delle 48 ore

June 17th, 2008

Lussemburgo, intesa dei ministri dei 27 sull’orario settimanale su richiesta del lavoratore si può arrivare fino a 60 ore (65 per contratti a chiamata)

LUSSEMBURGO - Se il lavoratore lo vorrà, potrà lavorare più di 48 ore a settimana. Infatti i ministri del Lavoro Ue, riuniti in Lussemburgo, hanno raggiunto un accordo che permette una deroga al tetto delle 48 ore, che rimane comunque il limite massimo. Nel caso in cui il lavoratore decida di optare per l’allungamento dell’orario, non potrà comunque superare le 60 ore settimanali, o le 65 nel caso dei contratti di lavoro a chiamata che prevedono anche un tempo ‘inattivo’.

Il limite delle 48 ore si applica, secondo la nuova direttiva, ai lavoratori impiegati per più di 10 settimane. I ministri dei 27 hanno inoltre stabilito parità di trattamento per i lavoratori temporanei e quelli a tempo indeterminato per quanto riguarda la retribuzione, il congedo e la maternità.

Al momento del voto, cinque paesi - Spagna, Belgio, Grecia, Ungheria, Grecia e Cipro - si sono astenuti, confidando in modifiche da parte del Parlamento europeo. Soddisfatta invece la Commissione europea. “Abbiamo creato maggiore sicurezza e migliori condizioni per i lavoratori, pur mantenendo la flessibilità di cui l’industria ha bisogno e che i lavoratori vogliono per conciliare vita familiare e lavorativa”, ha detto il commissario Ue agli Affari sociali Vladimir Spidla.

Soddisfatta anche il sottosegretario al Lavoro Francesca Martini: “Abbiamo espresso il nostro decisivo voto favorevole che ha permesso il raggiungimento della maggioranza qualificata”, sottolinea. Adesso la parola passa all’Europarlamento: “Spero sinceramente che questo accordo solido troverà una maggioranza nella plenaria”, auspica Spidla.

Dal sito di www.Repubblica.it