CCNL Telecomunicazioni: Un accordo da bocciare
Un contratto brutto, per altro firmato in un settore fortemente in attivo e ad alta redditività, che la dice lunga su quello che è oggi l’atteggiamento sindacale confederale in materia di rapporti con Confindustria alla vigilia dello scontro sul nuovo modello sindacale.
In un settore dove già ora la flessibilità e la precarietà del lavoro sono alle stelle si è andato a firmare un contratto dove la flessibilità e la precarietà vengono di fatto rafforzate.
Si è andati a superare il riferimento settimanale per l’orario di lavoro inserendo il riferimento al monte ore lavoro da prestare sull’arco dei sei mesi (con possibilità di derogare all’anno in contrattazione aziendale). Salta così il controllo sulla organizzazione del lavoro, le Rsu perdono potere negoziale e le imprese potranno attingere a piene mani alle tante, svariate possibilità di distribuzione del lavoro su cicli pluriperiodali in modo da potere così aumentare l’intensità di lavoro (condizione utile e necessaria per la riduzione dei costi occupazionali) e la flessibilità.
Si è andati a regolare tutti quegli strumenti previsti dalla legge 30 che risultavano più utili alle imprese. Mentre la parte sana del centro sinistra sta cercando di inserire nel programma di governo dell’Unione di Prodi, l’abolizione della piaga della legge 30 con tutti i suoi danni, i Confederali fanno un bel sorpasso a destra recependola nel contratto.
E non ci si venga a dire, come fa la Cgil nazionale, che la legge 30 non è stata recepita solo perché nel contratto non è stato prevista la regolamentazione di istituti contrattuali come il lavoro a chiamata o altro. In realtà il contratto firmato è andato a regolare quegli istituti più utili all’impresa, come l’apprendistato (quasi a vita vista la lunghezza della sua possibile durata e le soglie di età coinvolte) e come il contratto di inserimento (strumento utilissimo per tirare il collo a lavoratori che costretti dalla precarietà vengono obbligati a fare l’insieme delle mansioni ma pagate uno o due livelli inferiori).
Risultato: ancora scioperi. Se questa è la strada dei Confederali per firmare i contratti, speriamo che il nostro non si firmi.
La Failms-Sevel