CIG SOFIM: L’INTRANSIGENZA DELLA FIAT E LA MEDIOCRITA’ SINDACALE

Il 10 ottobre all’esame congiunto sulla CIGO, la Direzione Fiat ha riproposto la solita vecchia minestra della rotazione per una parte dei lavoratori a ZERO ORE, rimanendo sorda alla nostra richiesta, impostata sul rientro di tutti i lavoratori considerati in esubero, rendendo uniformi le condizioni di lavoro, di orario e di salario tra tutti i lavoratori.

Quindi, il giorno 10 ottobre, il tempo dell’attesa è finito anche per quelle OO.SS. che con inopportuni slanci di generosità hanno fatto da sponda per evitare possibili difficoltà alla parte datoriale, proponendo riposi compensativi con annessa maggiorazione contrattuale a tutti quei lavoratori che continuano a lavorare 48/56 ore ( sempre straordinari sono) o proporre uno scorrimento senza fine (sic!, avete già tentato nel 95), e addirittura, anticipare l’azienda nella ricerca di eventuali strumenti per gli esuberi con una mobilità concordata e incentivata (Dio protegga i lavoratori dai vostri concordati).
Per quanto ci riguarda se dovessimo arrivare alla mobilità, deve essere fatta su base volontaria con incentivazione e con il consenso dei lavoratori, diversamente il sindacato si mette nelle condizioni di licenziare.

Lavoratori, dopo il 2 ottobre, giorno dello sciopero unitario, è successo di tutto.
Gli impegni presi unitariamente dalle segreterie territoriali e dalle RSU, sono stati disattesi sia nella forma che nella sostanza.

Non hanno voluto più firmare l’esposto all’INPS nè fare il comunicato di condanna contro le decisioni unilaterali dell’azienda, prese il 5 settembre e mai modificate.
Siamo ad un grottesco paradosso. Si continuano a chiamare “trattative” incontri dove non si tratta più nulla, ma si prende atto delle decisioni assunte dall’Azienda.

Ebbene queste tristi vicende devono far riflettere tutti!
La situazione è grave, le clientele ed i favoritismi sono talmente visibili che solo i miopi non possono (o non vogliono) vedere.
Il degrado, l’attacco ai diritti dai più piccoli ai più grandi, sono sotto gli occhi di tutti tranne che dei sindacati “collaborazionisti” preoccupati a mantenere apparati e privilegi.

Lavoratori, è necessario riprendere l’iniziativa per rigettare questa Cig a zero ore, nella consapevolezza che nessuno si può sentire al sicuro per quello che già ci è stato comunicato (ulteriori 50 colleghi a zero ore partendo dal 1 novembre) e con molta probabilità altri saranno aggiunti a Gennaio se non riusciremo a ripristinare un rapporto di forza a noi favorevole.

E’ indispensabile mettere al centro della nostra azione il merito dei problemi prescindendo dall’appartenenza sindacale.
Si deve combattere l’inerzia non per settarismi fini a se stessi, ma affinché tutti comprendano che ci si debba fare carico ciascuno del proprio fardello.
Contestiamo questi sindacati incapaci di rappresentare le più elementari esigenze dei lavoratori scegliendo sempre di non dispiacere il “padrone”.

Diamo un segnale a questa dirigenza arrogante e non rispettosa delle regole di convivenza civile.
Insieme possiamo fare molto: rimbocchiamoci le maniche, costruiamo dal basso azioni di lotta partecipate ed organizzate per difendere i nostri diritti, la nostra dignità e il nostro futuro occupazionale.

11 ottobre 2006

La FAILMS

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