COME È ANDATA A FINIRE IL REFERENDUM SUL CONTRATTO

“Silenzio assordante sul referendum contrattuale”

Dal 25 al 27 febbraio scorso si è svolto, su tutto il territorio nazionale, il referendum per l’approvazione dell’ipotesi conclusiva per il rinnovo del Contratto Nazionale.

Riscontriamo, purtroppo, che a distanza di circa venti giorni dalla consultazione, ai lavoratori della Sofim (Foggia), non è dato conoscerne l’esito conclusivo.

Eppure tale informazione dovrebbe essere doverosa, non fosse altro che per le decine di ore di “permesso sindacale” che è costata!

Ad ogni modo, visto la rilevanza (almeno per noi) della questione in oggetto, riteniamo opportuno dare debito ragguaglio alle maestranze.

Alla luce di quanto emerso, i dati conclusivi (quelli diramati e controllati dal centro raccolta di Fim-Fiom-Uilm !!!!!!!!!!!) sono i seguenti:

Dati su base aziendale ——— Dati su scala nazionale

Aventi diritto:

1845 ————- 854.515

Lavoratori votanti:

781 (42%) ————- 525.758 (61,53%)

Voti a favore:

481 (61,6%) ————- 387.001 (73,6%)

Voti contrari:

293 (37,5%) ————- 128.053 (24,36%)

Bianche-Nulle:

7 (0,9%) —————- 10.768 (2,04%)

È evidente che (per loro) l’approvazione dell’intesa non è mai stata in discussione. Tuttavia, sarebbe sbagliato considerare puramente fisiologico il no, poco meno del 25%) della categoria, ossia circa centotrentamila metalmeccanici.

Tale dissenso è concentrato (ed a volte è anche maggioritario) in precise realtà del mondo del lavoro. Esso prevale, o diventa particolarmente consistente, tra tutti gli operai delle medie e grandi fabbriche, in particolare nel gruppo Fiat, Avio, alla Ferrari, alla Piaggio, nelle lavorazioni di massa. In tutte queste realtà il no prevale per il voto contrario degli operai addetti alle lavorazioni più stressanti e faticose.

È bene sottolineare, inoltre, che in molte assemblee (comprese quelle nostre) l’approvazione dell’accordo è stata motivata come stato di necessità e non certo come giudizio positivo sui contenuti dell’intesa.

Noi riteniamo che sul salario, sull’orario, sulle condizioni di lavoro, nella lotta alla precarietà, la contrattazione deve puntare a risultati ben più avanzati e diversi rispetto a quelli realizzati da questo Contratto Nazionale.

Quando un quarto della categoria (prendendo per buono quanto ricevuto ma non controllato), più del 35% degli operai, il 50% degli operai delle grandi fabbriche, vota no al Contratto, tutti devono riflettere su questi dati.

Foggia, 18 marzo 2008

La FAILMS

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