Dopo il T.F.R. e le Pensioni è partito l’attacco al Contratto Nazionale
Nell’incontro del 29 novembre scorso tra Confindustria e Confederazioni Sindacali si è raggiunto un intesa per varare una nuova piattaforma su “equità e sostegno dei redditi dei lavoratori e pensionati”.
“Questi Signori”, hanno definito una piattaforma da presentare al Governo per chiedere una “innovazione” della politica dei redditi. Evidentemente, ai riformisti del Sindacato Confederale basta il solito “incontro ristretto” per considerare svolto il loro compito di rappresentanza dei lavoratori. Ancora una volta si è deciso sulla pelle dei lavoratori senza consultarli.
La scelta del Sindacato, di non passare prima nei luoghi di lavoro per sentire l’opinione dei lavoratori, deriva della loro presunzione di conoscere già a priori cosa essi pensano.
Il seguito è un film già visto! Le “Parti” verranno a dirci di aver siglato il miglior accordo possibile e che, a prescindere, dobbiamo assolutamente accettare.
È lo stesso modo di fare che si è avuto in occasione del protocollo sul welfare dello scorso 23 luglio, quello che ha rovinato le aspettative di pensione delle future generazioni, la cui trattativa è stata fatta senza una piattaforma discussa e condivisa.
Verranno a dirci che per aumentare le retribuzioni occorre legare parte del salario agli obiettivi di redditività e di produttività dell’impresa con una conseguente sterilizzazione del ruolo del contratto nazionale.
È questa, difatti, una conclusione scontata visto che il vero obiettivo di questa trattativa è riscrivere le regole del rapporto tra Sindacati e Confindustria in maniera da renderle più stabili e consone alla nuova stagione di “alleanza” venutasi a creare.
Non è un caso che tanto Confindustria, quanto i Sindacati stanno scalpitando per una conclusione veloce dell’accordo e che a tal proposito vi sia anche la complicità del Governo che, per rendere la pillola meno amara, sta valutando la possibilità di adottare una riduzione del carico fiscale sulle retribuzioni.
In realtà ciò che sembra prepararsi è l’ennesimo bidone, senza prospettive, senza concrete rivendicazioni. Una piattaforma che si riduce nella solita elemosina e un modello contrattuale che continuerà a programmare la riduzione delle nostre retribuzioni.
Noi riteniamo che sia indispensabile dare la parola ai lavoratori, per costruire assieme a loro una piattaforma che risponda davvero alle loro esigenze.
Partecipazione, Libertà, Democrazia sono i principi cardine che occorrono per individuare i cambiamenti da introdurre per una strategia sindacale che si è dimostrata fallimentare. Oggi, infatti, sono gli stessi Istituti di Ricerca Sindacali ad ammettere che negli ultimi dieci anni i salari non hanno recuperato nemmeno l’inflazione.
Foggia, 07 dicembre 2007
La FAILMS