Firmiamo e facciamo fimare la petizione contro la Bolkestein

Anche la F.A.I.L.M.S. promuove la raccolta delle firme per la petizione internazionale contro la Direttiva Bolkestein.

Fermiamo la Bolkestein!

No a un’Europa dell’arretramento sociale
No a un’Europa del regresso educativo

LA F.A.I.L.M.S. CONTRO l’AUMENTO DELL’ORARIO DI LAVORO E LA DIRETTIVA BOLKESTEIN

Orario di lavoro e direttiva Bolkestein mettono sotto pressione i sindacati dell’Europa. E in attesa che la Ces, la confederazione europea dei sindacati, dopo la grande iniziativa del 19 marzo a Bruxelles contro la deregulation della contrattazione, ne convochi un’altra contro l’allungamento della giornata lavorativa, dall’Italia arrivano segnali di netta contrarietà. La F.A.I.L.M.S critica, in particolare, le posizioni dell’Unice, l’associazione degli industriali europei, che pretende deroghe individuali e collettive, un calcolo dell’orario su un periodo di riferimento di 24 mesi e una distinzione tra orario di lavoro effettivo e orario “di attesa”. «Una proposta di mediazione o scambio tra questi punti non è praticabile - anche solo di uno dei tre punti proposti dall’Unice avrebbe pesanti ricadute negative sulle condizioni di vita dei lavoratori».

Non contenta di aver sfornato una direttiva, la 2003/88, che innalzava la durata delle prestazioni lavorative (la cosiddetta GATS), l’Unione Europea si appresta a rimetterci mano per andare verso un testo ancora più penalizzante per i lavoratori con possibili “tetti” settimanali di sessantacinque ore e la possibilità che nelle contrattazioni collettive vanga confermato lo scellerato istituto dell’opting out, la scelta individuale.

Riconosciamo la necessità di adottare regole comuni a tutti i Paesi dell’Unione, anche per quanto riguarda il trattamento dei lavoratori e i contratti, ma siamo contrari al livellamento verso il basso, alla cancellazione dello stato sociale e alla liberalizzazione selvaggia».

La proposta di Direttiva, approvata all’unanimità dalla Commissione Europea nel gennaio 2004, sta per arrivare infatti al voto finale del Parlamento. Elaborata dopo la consultazione di circa 10.000 aziende e di nessun sindacato, la direttiva è inserita, fra l’altro, nell’appello dei movimenti scaturito dal Forum Sociale Europeo di Londra.

La Bolkestein vuole imporre ai 25 Stati membri dell’Unione le regole della concorrenza commerciale, senza alcun limite, in tutte le attività di servizio, compresi i servizi alla persona, mettendo in discussione il potere discrezionale delle autorità locali.

Fra le parti più criticate c’è il cosiddetto principio del paese d’origine, contenuto nell’articolo 16, secondo il quale un fornitore di servizi è sottoposto esclusivamente alla legge del Paese in cui ha sede l’impresa, e non a quella del Paese dove lavora.

«Per fare un esempio - un lavoratore dei Paesi dell’Est che nel suo stato d’origine guadagna 100 euro potrebbe lavorare in Italia con lo stesso salario, guadagnando un decimo di un italiano impiegato nello stesso settore. E’ facile immaginare cosa implicherebbe una situazione del genere».

La direttiva, comunque, è contestata anche dai rappresentanti dell’Associazione Industriali che, pur chiedendo maggior spazio per la libera concorrenza, sottolineano la necessità di garantire regole e parametri che evitino lo scontro sociale.

«Al momento si sta discutendo a livello di gruppi politici - poi la direttiva verrà portata all’attenzione del Parlamento in autunno. Il percorso da seguire sarà quello di una bocciatura sistematica delle parti cruciali contestate, in modo da arrivare a un processo di conciliazione o, addirittura, al ritiro della direttiva stessa».

Occorre agire in fretta. Vi invitiamo a dire chiaramente NO a un’Europa della regressione sociale firmando e facendo firmare la petizione .

SCARICA IL MODULO DELLA PETIZIONE

Le firme raccolte vanno consegnate ai sindacalisti della FAILMS a voi più vicini o, se non possibile, andranno inviate a:

STOP Bolkestein

13, Boulevard de l’Empereur

1000 Bruxelles - Belgio

Sarà anche possibile firmare la petizione presso la sede della Failms di Foggia in Via Genoveffa de Troia, 35 o presso tutte le altre sedi territoriali.
Ulteriori informazioni si potranno avere al numero: 0881.726963 - Fax 0881.726963.

Sito web: www.failms.org

Comments are closed.