Ipotesi Contrattuale Contratto Metalmeccanici: la solita minestra
Ipotesi contrattuale: la solita minestra
(deludente nella parte normativa e insoddisfacente nella parte economica)
L’ipotesi conclusiva per il rinnovo del Contratto Nazionale, firmata il 20 gennaio scorso, compromette ancora di più il quadro normativo e prevede aumenti salariali insufficienti a mantenere il passo dell’inflazione reale, specialmente ai livelli bassi.
- Sul salario vi è un chiaro gioco illusorio: alla già modesta richiesta dei 117 euro al 5° livello per i 24 mesi, infatti, è stato aggiunto un ulteriore aumento di pochi spiccioli (10 euro per un totale di 127 euro) dilazionati nel tempo, attraverso la concessione dell’allungamento della vigenza contrattuale a 30 mesi;
l’aumento reale, quindi, nei 24 mesi corrisponde a poco più 101 euro al 5° livello e di soltanto 87 euro al 3° livello;
*una tantum di 300 euro è comprensiva dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata da ottobre a dicembre e sarà erogata nel mese di marzo 2008;
*elemento perequativo (per i lavoratori che non hanno la contrattazione integrativa) è fissato a 260 euro (la richiesta era di 520 euro) sarà erogata nel mese di giugno di ogni anno.
Vi è una rivalutazione delle indennità di trasferta e di reperibilità.
È del tutto evidente che nel 2008/09 l’aumento del costo della vita sarà ben più alto dei pochi spiccioli in più concordati (a fronte di un aumento consistente delle tariffe già dal primo mese del 2008 su luce, gas, acqua, ecc).
- L’ulteriore allungamento del contratto di 6 mesi, (ormai non più un caso), rappresenta un precedente pericoloso che renderà più forti i padroni nel rivendicare l’allungamento del contratto a tre anni nel prossimo futuro, con la conseguente sparizione della seconda parte del contratto nazionale (biennio economico).
- L’orario di lavoro viene, di fatto, aumentato: le ore di straordinario esenti da contrattazione passano da 32 a 40 nelle aziende sopra i 200 dipendenti e da 40 a 48 nelle aziende sotto i 200 dipendenti;
un Par (permesso annuo retribuito) viene spostato nell’anno successivo o, a richiesta (entro novembre dell’anno in corso) del lavoratore, potrà essere retribuito con lo stipendio di dicembre.
- La lotta alla precarietà è stata completamente dimenticata: In sostanza viene recepito il protocollo del 23 luglio scorso con la concessione 44 mesi di lavoro precario prima che un lavoratore possa essere stabilizzato. Inoltre, è fissato un ulteriore tetto di 8 mesi per eventuali proroghe previste per i contratti a termine.
- Per l’inquadramento professionale (una delle poche richieste della piattaforma): le parti inizieranno a discutere il 1° marzo 2008 e fissano il 28 febbraio 2009 come termine !!!!!!!
- Parificazione delle normative operai e impiegati: agli operai in forza al 31 dicembre 2008, saranno retribuite 11 ore e 10 minuti all’anno in occasione del pagamento della retribuzione di dicembre, volendo evitare che la retribuzione annua si riduca per effetto della mensilizzazione;
orbene, se le intenzioni del sindacato fossero state queste, ai lavoratori dovevano essere retribuite almeno 35/40 ore all’anno per una reale parificazione economica.
Infatti nel 2009 a fronte di 254 giorni lavorativi (dal lunedì al venerdì) più le 13 festività, il monte salario sarebbe pari a 2132,88 ore di contro al monte salario mensilizzato di 2089,34 ore (comprensive di 2 festività cadenti di domenica).
una evidente perdita secca di 43.54 ore (36.67 ore se il Santo Patrono cade di domenica).
Per quanto riguarda i giorni di ferie aggiuntivi, inizierà a maturare dal 1° gennaio 2008 l’anzianità di servizio necessaria per aver diritto al giorno in più oltre i 10 anni e, agli ulteriori 4 giorni oltre i 18 anni di servizio.
Per gli operai in forza al 31/12/2007, viene riconosciuto 1 giorno in più rispetto alle 4 settimane spettanti al compimento dei 55 anni di età con una anzianità aziendale di 10 anni (a 63 anni compiuti , quando andrà in pensione, gli saranno riconosciuti gli ulteriori 4 giorni).
Abbiamo, per sommi capi, illustrato i punti più salienti di un contratto che, a nostro avviso, mentre non migliora le condizioni dei lavoratori né in termini normativi né salariali, continua a concedere flessibilità alle controparti aziendali.
Per questi motivi nelle assemblee di fabbrica e sul referendum a cui i lavoratori saranno chiamati nei prossimi giorni, si dovrà decidere se questa è un’ipotesi contrattuale che risponde alle attese e se offre soluzioni soddisfacenti ai problemi economici e normativi della categoria.
La parola passa necessariamente ai lavoratori.
li 28 gennaio 2008
la FAILMS