La Riforma del Modello Contrattuale
Il gruppo dirigente di Foggia riunito in Direttivo in data 21 luglio 2008, a seguito della discussione sulla piattaforma per la riforma del modello contrattuale presentata dai Sindacati Confederali Cgil - Cisl e Uil a Confindustria, ritiene lo stesso documento profondamente iniquo sul piano della vigenza contrattuale e fortemente strumentale sulla democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro per le seguenti ragioni:
-la piattaforma ripresenta i due livelli contrattuali (nazionale e di 2° livello) prevedendo un forte ridimensionamento del CCNL e un potenziamento della contrattazione di 2°livello;
si passerà dal biennio economico a contratti triennali unificando la parte economica e quella normativa con il limite di recuperare solo l’inflazione realisticamente prevedibile al posto della inflazione programmata perché non sufficiente a tutelare i salari ( a dirlo sono gli stessi che avevano decantato con l’accordo del 23 luglio 93 l’inflazione programmata);
quindi non è previsto alcun meccanismo sicuro di recupero del potere d’acquisto dei salari.
Si fa strada l’idea che per aver più salario lo si deve pretendere nella contrattazione di 2°livello (aziendale,territoriale,ecc.), gettando le basi per le nuove gabbie salariali, aumentando la produttività delle aziende, lavorando di più, con maggiore flessibilità, turni e straordinari e legando gli aumenti a parametri di produttività, qualità, redditività, ecc.
Questa idea di riforma contrattuale definisce di fatto la distruzione definitiva di un impianto contrattuale solidaristico che puntava a difendere e tutelare l’insieme dei lavoratori dal Nord al Sud.
-per la democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro, il documento presentato a Confindustria pone come questione centrale la misura della rappresentanza; una questione posta più per escludere e bloccare sul nascere altre forme di rappresentanza sindacale che potrebbero infastidire non poco, che per aumentare la partecipazione nelle decisioni dei lavoratori e la democrazia nei luoghi di lavoro.
Le Confederazioni tentano di riscrivere nuove regole sulla rappresentanza sindacale arrivando a perseguire un patto con Confindustria che deleghi solo a loro il potere di rappresentare il mondo del lavoro, una forma di autotutela per Cgil-Cisl e Uil che ricorda il patto stipulato nel 1925 da Confindustria e la Confederazione fascista delle corporazioni.
Questa operazione dittatoriale oltre a ledere il diritto del lavoratore a decidere di essere rappresentato e rappresentare, è una vera offesa alla democrazia sindacale.
In conclusione, riteniamo inaccettabile un contratto nazionale più lungo e meno tutelante nella stabilità del salario che, viceversa, andrebbe rafforzato con un meccanismo automatico del potere d’acquisto negli anni di vigenza contrattuale e, riteniamo gravissimo l’attacco alla democrazia e alla rappresentanza dei lavoratori.
21 luglio 2008
Direttivo Provinciale Failms