Per la ripartizione della Cassa Integrazione alla Sofim tra tutti i lavoratori

La Failms rigetta in toto le richieste della Iveco-Sofim di Foggia che chiede CIG per 15o0 persone di cui 150 a zero ore dal 2 di ottobre e propone l’eliminazione della CIG a zero ore, che significherebbe un disastro sociale, con la “spalmatura” della CIG tra tutti i lavoratori con 2 giorni in più per i dipendenti interessati

Ormai è chiaro a tutti che le strategie della Direzione aziendale dell’IVECO SOFIM sono messe in atto al solo fine di fare cassa, per risanare il conto economico mensile e quindi il deficit accumulato in questo ultimo anno.
Dopo le assemblee di fabbrica, le RSU e le loro OO.SS. territoriali escono con una posizione unanime di rigetto della cassa integrazione a zero ore e una richiesta di ripartizione della stessa .

Martedì 19 settembre alle ore 16,00 all’ Associazione degli Industriali ci sarà l’esame congiunto sulla CIGO.

La discussione tra Direzione Iveco e RSU non ha lasciato presagire niente di buono ma, la posizione unitaria di tutte le RSU con i territoriali e i lavoratori, impostata sulla spalmatura della CIG a zero ore, deve fare riflettere in modo responsabile chi aveva già deciso.

Qualsiasi accordo con la Direzione Iveco deve partire dal presupposto che tutti i lavoratori rimangano in fabbrica.
Pertanto è necessario dividere il lavoro e la CIG nell’immediato e investire parte dei profitti accumulati in venti anni di forte produttività e di bilanci positivi.
Se i lavoratori saranno collocati in cig a zero ore il piano della Fiat Iveco sarà realizzato perché l’obiettivo è quello di scaricare sui lavoratori i costi di cattive gestioni manageriali e di scelte industriali suicide.

Il sindacato e tutti i lavoratori devono uscire da una condizione di subalternità rispetto alla Fiat Iveco che per troppi anni ha caratterizzato la loro azione.

Occorre rifiutare perciò la cig a zero ore rendendo uniformi le condizioni di lavoro e di salario tra i lavoratori.

Inoltre, per garantire un futuro meno travagliato ai lavoratori, non possiamo perdere ancora pezzi di lavorazioni oltre a quelli che necessariamente devono rientrare perché di nostra proprietà e che non possiamo pensare di regalare ad altre aziende, d’altre Regioni.
Mentre, occorrono finanziamenti e investimenti per acquistare lavorazioni di particolari del nostro motore, con garanzie certe che vengano usati per l’Iveco Sofim, altrimenti il rischio è quello di diventare una fabbrica di solo assemblaggio, alla mercè di forza lavoro con costi inferiori ai nostri.

Per quanto ci riguarda la cig a zero ore, rappresenterebbe un disastro sociale.

18 settembre 2006

Direttivo Provinciale Failms

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