Riforma Contrattuale: Dal Disastro Economico Colposo al Disastro Economico Premeditato
23 luglio 1993 - 22 gennaio 2009
Dal disastro economico colposo al disastro economico premeditato
Dopo aver falcidiato le retribuzioni dei lavoratori con la sottoscrizione dell’accordo sul costo del lavoro di luglio 93 di circa il 30% delle retribuzioni, prevedendo un’inflazione programmata il costo della vita, padroni e “collaboratori” con l’accordo del 22 gennaio 2009 hanno inventato l’IPCA (indice prezzi al consumo armonizzati in ambito Europeo), depurato dei beni energetici importati (energia e petrolio) tali da determinare richieste contrattuali con valori più bassi.
inoltre prevede:
- il cambiamento dei parametri per il recupero del tasso d’inflazione; si passa dai 18 euro il valore del punto d’inflazione con l’accordo del 93 ai 15,35 euro con l’accordo del 22 gennaio, con una ulteriore perdita salariale del 15%.
- che il CCNL durerà tre anni sia per la parte normativa che per quella economica;
a parole, tutti, governanti, padroni e collaboratori, dicono che vogliono aumentare il salario ma nei fatti, allungando i termini contrattuali lo diminuiscono a favore dei padroni.
- una contrattazione di secondo livello, limitata ad una platea ristrettissima di lavoratori e lavoratrici, smantellando il CCNL con tutti gli elementi universali e solidali di cui è portatore, con un salario variabile ancora più di prima condizionato ai risultati di produttività,efficienza e redditività delle imprese con ulteriore aggravio per i lavoratori e lavoratrici in termini di orario e di fatica.
- il rafforzamento di enti e commissioni bilaterali che sostituiranno le prossime contrattazioni , escludendo aprioristicamente la partecipazione dei lavoratori.
- regole tali da limitare il diritto di sciopero con delle politiche di raffreddamento o di conciliazione dei soggetti contraenti e, che entro tre mesi, si definiscano nuove regole in materia di rappresentanza.
Questo ulteriore accordo, fatto senza il consenso dei lavoratori e delle lavoratrici, non può essere definito legittimo dalle parti che l’hanno firmato e non può vincolare i lavoratori e le organizzazioni sindacali che non lo condividono.
E’ ormai chiaro che chi ha sottoscritto questo accordo vergognoso, ha messo da conto che la crisi la devono pagare i lavoratori e le lavoratrici .
E’ necessario informare e mobilitare quanti più lavoratori e lavoratrici per rigettare l’ennesima vergogna.
febbraio 2009
la FAILMS